miércoles, 1 de abril de 2026

Gabilondo. 6 años después.

 https://elpais.com/elpais/2020/11/09/la_voz_de_inaki/1604906832_517575.html

 

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1. Repertorio para expresar sensaciones físicas.
http://cvc.cervantes.es/ensenanza/biblioteca_ele/plan_curricular/niveles/05_funciones_inventario_c1-c2.htm (Apartado 3.30).

  • Me tomé unos cacahuetes salados y me (1) mucha sed.
    La pastilla me (2) un sueño tremendo.
  • Estoy (3) de frío.
  • Tengo un (4) en el estómago.
  • Tengo la garganta (5).
  • Me (6) de sueño.
  • Se me (7) los ojos.
  • Estoy (8) polvo.
  • Mi madre se (9) mucho al andar.
  • ¡No (10) con mi alma!
  • ¡No puedo más!
  • Siento una especie de (11) general, me duele todo.
  • Me da un dolor / pinchazo...
    A veces, de repente, me daba un dolor (12) en el cuello.
  • A eso de las 12 siempre me entra un hambre (13).
    De repente me entró un frío (14) en el cuerpo.
    Cada vez que discuto con mi tía me entra un dolor de cabeza (15) .
  • Estoy sudando como un pollo.
  • Ando cansado / agotado / hecho polvo.
    Desde que dejé el café ando hecho polvo.
  • Estoy exhausto / reventado.
  • Estoy que me muero / me arrastro.
  • Estoy para el arrastre.
  • ¡No puedo dar un paso más!
  • Veo las estrellas.
    Cuando paso mucho tiempo de pie veo las estrellas, es horrible.
  • (16) que me moría.

Gramática textual. Los párrafos.

 Traduce:

Le tensioni attorno a Irán continuano a rappresentare uno dei nodi più delicati della geopolitica contemporanea, soprattutto a causa del suo programma nucleare e della sua influenza regionale. I negoziati intermittenti per riattivare l’accordo nucleare del 2015, noto come Plan de Acción Integral Conjunto, si sono scontrati con una profonda sfiducia reciproca tra Teheran e le potenze occidentali, in particolare Estados Unidos. Allo stesso tempo, l’Iran mantiene una rete di alleanze con attori non statali in Medio Oriente, il che accresce la sua capacità di proiezione ma aumenta anche il rischio di escalation indirette con paesi come Israel o Arabia Saudita. Questo intreccio rende qualsiasi incidente locale un potenziale detonatore di una crisi regionale.

Ora, alcuni analisti sostengono che la percezione dell’Iran come una minaccia destabilizzante sia, in parte, il risultato di narrazioni geopolitiche interessate che omettono fattori difensivi e contestuali. Da questa prospettiva, lo sviluppo di capacità strategiche da parte di Teheran risponderebbe a decenni di isolamento, sanzioni economiche e pressione militare, più che a una intrinseca vocazione espansionistica. Inoltre, sottolineano che anche altri attori regionali contribuiscono all’instabilità, ma ricevono un minore scrutinio internazionale, il che suggerisce un doppio standard nel modo in cui vengono valutate le dinamiche di potere in Medio Oriente.

Traduce también esto:

La crescente presenza della China nell’Artico è diventata una questione geopolitica sempre più rilevante, nonostante non sia un paese rivierasco della regione. Attraverso la sua autodefinizione come “Stato vicino all’Artico”, Pechino ha intensificato la propria partecipazione a progetti infrastrutturali, alla ricerca scientifica e alle nuove rotte commerciali emergenti, come la cosiddetta Via della Seta Polare. Lo scioglimento progressivo dei ghiacci, legato al cambiamento climatico, sta aprendo nuove vie marittime e facilitando l’accesso alle risorse naturali, attirando l’interesse di molteplici attori, tra cui Rusia e Estados Unidos. Questo contesto ha suscitato preoccupazioni riguardo a una possibile competizione strategica in una regione tradizionalmente caratterizzata dalla cooperazione.

Ebbene, alcuni esperti sostengono che il coinvolgimento cinese nell’Artico non debba essere necessariamente interpretato come una minaccia, bensì come un’estensione logica dei suoi interessi economici globali. Da questa prospettiva, la partecipazione della Cina a iniziative scientifiche e commerciali potrebbe contribuire allo sviluppo sostenibile della regione e rafforzare i meccanismi di governance internazionale esistenti, come il Consejo Ártico. Inoltre, ritengono che esagerare il rischio geopolitico potrebbe ostacolare opportunità di cooperazione in ambiti chiave come la ricerca climatica e la gestione delle rotte marittime, dove il coordinamento internazionale è essenziale.